Missione compiuta: un primo bilancio del Festival

Risultati oltre le più rosee aspettative per la prima edizione del Festival della Missione, svoltosi a Brescia dal 12 al 15 ottobre: alcuni numeri e il bilancio dei promotori


Pubblicato il 17 Ottobre 2017
Missione compiuta: un primo bilancio del Festival



Con il dialogo fatto di note e parole tra Davide Van de Sfroos e padre Franco Mella, si è concluso il Festival della Missione e ora è tempo di bilanci. Dalla sera di giovedì a quella di domenica si sono susseguiti più di 30 eventi, fra tavole rotonde, concerti, rappresentazioni teatrali e spettacoli, a cui vanno aggiunte le 22 mostre collegate al Festival e gli incontri nello Spazio Autori. Oltre 80 gli ospiti coinvolti, alcuni arrivati dall'estero: religiosi e religiose, tre cardinali e diversi vescovi, ma anche protagonisti della cooperazione internazionale, scrittori, giornalisti, studiosi e artisti.
Straordinaria la partecipazione di pubblico per un Festival alla sua prima edizione: circa 15mila le presenze negli eventi al chiuso, compresi coloro che hanno visitato le mostre disseminate in vari luoghi della città e in provincia. Gli incontri svoltisi in Università Cattolica, nel prestigioso Salone Vanvitelliano e all’Auditorium San Barnaba hanno fatto registrare, nella quasi totalità dei casi, il tutto esaurito, così come il concerto dei The Sun all’ex PalaBrescia.
A questo numero va aggiunto quello, difficilmente stimabile, di coloro che hanno assistito agli eventi in piazza: dagli spettacoli di animazione di strada alle esibizioni corali (quello del Coro Elykia, domenica mattina, ha riempito la piazza Paolo VI), per arrivare agli "aperitivi con il missionario", una proposta che ha suscitato grande interesse.
Tangibile la soddisfazione dei promotori. Secondo suor Marta Pettenazzo, presidente della CIMI (Conferenza degli Istituti missionari italiani), «il Festival ha raggiunto e oltrepassato le ragioni e gli obiettivi per cui l’abbiamo caldamente promosso In particolare mi piace sottolineare un elemento: il Festival è stato uno strumento e un segno tangibile di comunione e di sinergia. Al di là delle normali e necessarie discussioni per arrivare a intese condivise, lo spirito di comunione tra i diversi organismi e persone che vi hanno lavorato non è mai mancato. Questo è un grande obiettivo raggiunto, un “processo avviato” che difficilmente potrà essere bloccato. Insieme si può, anzi si deve».
Sulla stessa linea don Michele Autuoro, direttore della Fondazione Missio (organismo pastorale della CEI): «Il Festival è stata un'esperienza straordinaria di comunione, dal Sud al Nord dell'Italia con quanti credono che solo la missione realizza appieno la Chiesa di Gesù. Una missione ad gentes paradigma di tutta la pastorale. Una comunione che abbiamo sperimentato anche con i tanti ospiti venuti da vari luoghi del mondo e con la Chiesa di Brescia e le sue istituzioni. Questa comunione è la sola che, come ci ha ricordato mons. Galantino nell'omelia di domenica, in un mondo lacerato e diviso può testimoniare la bellezza e la gioia del Vangelo, parola di vita e di senso per ogni uomo e donna ai crocicchi delle strade per invitarli alla festa e al banchetto dove nessuno è escluso».

Chi ha visto crescere il Festival giorno per giorno, nei lunghi mesi preparatori, è stato don Carlo Tartari, direttore del Centro Missionario di Brescia: «Le migliaia di persone che hanno partecipato ci testimoniano il fatto che la missione è capace ancora oggi di interpellare le coscienze, suscitare dibattito, attrarre interesse. Abbiamo provato, attraverso linguaggi diversi, a ridire la missione di annuncio e testimonianza del Vangelo che da duemila anni Gesù consegna ai suoi discepoli. La sfida ora è proseguire questo itinerario con consapevolezza e responsabilità».
«Soddisfazione e gioia» sono i sentimenti con i quali il direttore artistico, Gerolamo Fazzini, saluta la prima edizione del Festival della Missione: «Soddisfazione perché l’evento è stato percepito per quel si voleva fosse, ossia un’espressione di “Chiesa in uscita” che va nelle piazze, provando a parlare i diversi linguaggi della gente. Gioia perché a Brescia si è assistito a una festa vera, segnata da un clima di condivisione e di allegria palpabile, e, insieme, perché “Mission is possible” è stato un festival “diverso” dai tanti di cui pullula l’Italia. Diverso per la dimensione della preghiera come filo conduttore costante, per l’attenzione alle periferie (memorabile l’incontro in carcere), per la mobilitazione di tante realtà che hanno permesso di accogliere centinaia di persone a Brescia, per la valorizzazione di progetti-segno per i quali si è chiesta la solidarietà dei partecipanti». Ma la gioia più grande - conclude Fazzini - consiste nella sensazione che «ora il mondo missionario ha forse ritrovato, dopo questa scommessa vinta, una carica di entusiasmo in più per provare a comunicare la missione di sempre in modo nuovo».

Tutta la manifestazione è stata coordinata da: Elisa Lancini, responsabile organizzativo e logistica affiancata da Alberto Vanoglio, Veronica Monti, Tommaso D’Angelo; Stefano Femminis, responsabile della comunicazione, don Roberto Ferranti e Annarita Turi, responsabili dell'accoglienza, suor Antonia Dalmas, suor Briseida Cotto Ayala e padre Piero Demaria per l'animazione liturgica, Eleonora Borgia e Giovanni Rocca, responsabili per i giovani, Claudio Treccani e don Giovanni Milesi per il settore Scuole e Università.  La segreteria organizzativa era composta da: Chiara Gabrieli, Andrea Burato, Maurizio Tregambe e Raffaella Sousa. Hanno contribuito all’iniziativa oltre 50 volontari e gli studenti del corso “Teorie e tecniche del giornalismo a stampa” della Università Cattolica di Brescia, coordinati da Marco Meazzini.

Il Festival della Missione è stato reso possibile anche grazie al contributo di diversi sponsor e sostenitori - in particolare Fondazione Cariplo -, partner e mediapartner. Si ringraziano inoltre la EMI (Editrice Missionaria Italiana), il Suam (Segretariato unitario per l’animazione missionaria), l'Università Cattolica e l'Università degli Studi di Brescia e i bar del centro che hanno aderito all'iniziativa dell'aperitivo con il missionario; per il patrocinio, il Comune di Brescia, la Provincia di Brescia e la Regione Lombardia.


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