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Evento

Studenti in missione

Presentazione di "Mission Exposure", iniziativa di introduzione alla missione per studenti universitari e "Charity Work Program",programma di volontariato internazionale entrambi promossi dall'Università Cattolica del Sacro Cuore

Intervengono: 

  • p.Alessandro Motti
    Assistente presso il centro pastorale dell'Università Cattolica del Sacro Cuore
  • Alice Bianchi
    Brasile, estate 2015
    Già studentessa presso la Facoltà di Psicologia, Università Cattolica del Sacro Cuore
  • Laura Bossini
    Centro di Ateneo per la Solidarietà Internazionale (CeSI), Università Cattolica del Sacro Cuore
  • Sara Gabbas
    Volontaria in Bolivia, estate 2017
    Studentessa I anno LM, Facoltà di Psicologia, Università Cattolica del Sacro Cuore

L’Università Cattolica, da sempre convinta che la solidarietà sia un bene prezioso da coltivare fin da studenti, investe nella cultura della solidarietà, che si caratterizza per essere “contagiosa”, promuovendo da quasi dieci anni occasioni di volontariato internazionale tra gli studenti delle diverse facoltà dell’Ateneo. È questa convinzione ad aver ispirato due progetti: il Charity Work Program, promosso dal Centro d’Ateneo per la Solidarietà Internazionale (CeSI), e Mission Exposure, ideato dal Centro Pastorale e realizzato in collaborazione con il CeSI ed il PIME. Entrambe le iniziative offrono l’opportunità di vivere un’esperienza di missione in Paesi Emergenti e in Via di Sviluppo.

MEX – Mission Exposure 

Il Mission Exposure è rivolto a circa 30 studenti dell’università cattolica in particolare delle facoltà di Scienze dell’Educazione e della Formazione, Economia, Psicologia e Scienze Politiche e Sociali. Le Facoltà riconoscono il percorso di Mission Exposure come parte integrante del curriculum accademico attribuendo dei crediti formativi all’esperienza. 

Per potersi preparare all’esperienza in terra di missione si prevedono 9 incontri nel corso dell’anno accademico di cui 7 in preparazione alla partenza e 2 di verifica dell’esperienza compiuta. Gli incontri hanno una scadenza mensile e sono generalmente di 2 giorni. All’interno degli incontri vi è anche la partecipazione di docenti dell’università come relatori.

Il percorso formativo ha l'obiettivo di fornire agli studenti gli strumenti necessari per operare una scelta consapevole e matura in ordine all'opportunità “di partire per l'esperienza in missione”. La decisione dovrebbe maturare in modo condiviso tra l'equipe formatori (composta dall’Assistente del Centro Pastorale del PIME e degli altri responsabili del progetto) e lo studente. Nella valutazione si terrà conto anche del percorso accademico dello studente e delle sue competenze linguistiche. Per gli studenti è prevista un’esperienza della durata di un mese in missione. La destinazione e il compagno di missione vengono affidate dall’equipe allo studente durante l’incontro di aprile.

Gli incontri preparatori si tengono nelle sedi dell’università o nelle case del PIME. Le esperienze di missioni vengono svolte in collaborazione con diversi istituti missionari in Brasile, Cina, Colombia, Haiti, India, Filippine, Mozambico, Perù e Uganda.

Il Mission Exposure mira ad offrire a studenti dell’Università Cattolica un’esperienza in “terra di missione” che tenga insieme la crescita umana e cristiana nei soggetti e l’oggetto degli studi accademici. Il percorso di preparazione e l'esperienza in missione sono pensati e strutturati perché gli studenti siano provocati a crescere personalmente, ad acquisire una più autentica conoscenza di sé e del Signore, ad approfondire le proprie competenze accademiche e ad aprire lo sguardo sul mondo.

Il Mission Exposure è un’occasione concreta per combinare la vita universitaria, la missione e la fede dei giovani. Nell’arco del percorso si evidenzia un effettiva crescita dei giovani sia in un percorso di fede che di crescita umana. L’esperienza in missione ha un ruolo chiave nel provocare domande nella vita del giovane e nel suo percorso accademico e professionale. È inoltre occasione di incontro con realtà ecclesiali diverse da quella italiana.

Un altro punto di forza è la collaborazione con diverse congregazioni missionarie sia nella preparazione dei giovani che durante l’esperienza in missione. L’esperienza ha spesso una ricaduta positiva anche sui missionari che ospitano.