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Newsletter maggio - Festival della Missione 2025: i primi nomi, i primi luoghi, le prime voci

05 Maggio 2025
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C’è una Torino che si prepara ad accogliere storie, domande, volti. A lasciarsi attraversare da ferite e speranze, provenienti da ogni parte del mondo. Il Festival della Missione 2025 si avvicina, e mentre la città si organizza per ospitare quattro giorni densi di incontri, spiritualità, testimonianze e cultura, possiamo finalmente condividere le prime anticipazioni sul programma, che verrà pubblicato integralmente a settembre.

Il prefestival: storie che aprono cammini

Il percorso verso il Festival inizierà già a settembre, con una serie di eventi di avvicinamento: mostre, incontri e momenti di riflessione. Tra questi, il 19 settembre sarà inaugurata la mostra di Mauro Biani "Dove sono i pacifisti?". Nella stessa giornata si aprirà ufficialmente anche il prefestival, con un dialogo d’eccezione tra il cardinale Matteo Zuppi e il geopolitico Dario Fabbri. Il cammino verso il cuore del Festival proseguirà con due appuntamenti significativi: il 26 settembre con un focus su Haiti, e il 3 ottobre al quartiere palermitano di Brancaccio alla Consolata. Il cuore del Festival sarà a San Filippo Neri, dove si concentreranno la maggior parte degli eventi: incontri con ospiti internazionali, tavole rotonde, mostre, momenti spirituali e attività per tutte le età. Qui avranno sede anche la Casa Missione, la sala stampa, la mostra sulla pace curata dal Centro Studi Sereno Regis e le illustrazioni di Mauro Biani. Per permettere a tutti di partecipare, sarà allestito un maxischermo all’esterno, che trasmetterà in diretta gli eventi principali.

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 Accanto a San Filippo, altri luoghi si animeranno: San Lorenzo, con i momenti di spiritualità; l’ex Seminario – Facoltà Teologica, con presentazioni di libri, film e documentari; le strade della città, dove saranno affisse le immagini della mostra a cielo aperto su Brancaccio, realizzata dal fotografo Francesco Faraci.

Il Festival prende il via

L’avvio ufficiale del Festival sarà giovedì 9 ottobre. Le periferie, i volti prossimi che le abitano e le realtà che le supportano, saranno i protagonisti della giornata di apertura del Festival di ottobre. Un pellegrinaggio laico che partirà dalle periferie torinesi per arrivare nel cuore della città: diverse realtà territoriali – tra cui Salesiani, Sermig, Gruppo Abele, Pastorale Migrantes e i missionari della Consolata – cammineranno insieme fino alla chiesa di San Filippo Neri, portando il proprio volto prossimo sotto forma di immagini, disegni, parole, in un gesto simbolico ma concreto per sottolineare la volontà di riportare le periferie al centro. Tra gli ospiti della serata il teologo portoghese padre Adelino Ascenso e l’attrice Laura Curino, che porterà in scena uno spettacolo ispirato ai santi torinesi.

I grandi temi del venerdì

 

Il programma continuerà a intrecciare storie, sguardi e visioni, in un dialogo profondo sui grandi temi del nostro tempo. Venerdì 10 ottobre sarà dedicato alle questioni globali, con una serie di incontri di grande spessore. Si comincerà con il panel “Le vite che nessuno vede”, che darà voce a prospettive e testimonianze spesso trascurate. Interverranno Francesca Sibani (giornalista di Internazionale), Jétry Dumont (cofondatore del media haitiano AyiboPost), Rita Pinci, e Jwan Shro, con la moderazione di Paolo Annechini, segretario della Federazione Stampa Missionaria Italiana.

A seguire, il panel “Intra omnes”, un confronto aperto sul dialogo, l’inclusione e le trasformazioni in atto nella Chiesa e nella società. Ne discuteranno la teologa Teresa Forcades, e Diego Passoni, autore e conduttore, in un dialogo moderato da Iacopo Scaramuzzi.

Un altro appuntamento centrale sarà il panel “Ecologia e debito”, che metterà al centro la campagna “Cambiamo la rotta” per riflettere sul legame tra crisi ecologica e ingiustizia economica globale. Tra gli ospiti attesi anche l’economista Jeffrey Sachs. Non mancherà poi un approfondimento sull’economia giusta e solidale, con Stefano Zamagni e Gaël Giraud, per immaginare un modello economico più equo e rispettoso della dignità umana.

Spazio anche alla spiritualità, con l’incontro “La mistica del dialogo”, che vedrà protagonisti mons. Derio Olivero e padre Daniele Mazza, in un momento di riflessione interiore e condivisione. La giornata si concluderà con il concerto Anima Mundi con il soprano Monica Marziota.

Costruttori di Pace

Sabato inizierà con un intenso momento di spiritualità nella basilica di San Lorenzo, guidato dalla teologa e scrittrice Antonietta Potente. San Filippo, ascolteremo un incontro dal forte impatto emotivo e simbolico: Diane Foley, madre del giornalista James Foley ucciso dall’ISIS nel 2014, dialogherà con Fabio Carminati nel panel “Dio non uccide”, una riflessione profonda sul dolore, la fede e la forza del perdono.

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Nel corso della giornata si affronterà anche il tema delle periferie, viste come luoghi di sofferenza ma anche di trasformazione e resistenza, attraverso esperienze concrete e prospettive teologiche. Il pomeriggio sarà animato da un grande evento performativo per la pace, che intreccerà musica, parole e testimonianze. Tra gli ospiti, Kim Aris, figlio della Nobel per la pace Aung San Suu Kyi, e Taghi, Ali e Kiana Rahmani, marito e figli di Narges Mohammadi, anche lei Premio Nobel, che porteranno le loro storie di impegno e resilienza. A seguire, sarà proiettato il docufilm "Figli di Haiti" di Alessandro Galassi. La giornata si chiuderà con l’appuntamento serale “S-veglia-ti – Il mondo è bello”, un incontro vivace e coinvolgente in cui saranno protagonisti i giovani, con le loro testimonianze.

Ultimi sguardi, nuove direzioni

Domenica si aprirà ancora una volta con un momento di raccoglimento e riflessione guidato da Antonietta Potente, per accompagnare lo sguardo verso l’essenziale, nella quiete della spiritualità. Al centro della giornata anche l’incontro “L’arte di sperare”, con lo scrittore Paolo Cognetti e l'artista argentino Cristian Camargo. Il momento culminante della giornata sarà la celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Roberto Repole, alla presenza dei vescovi del Piemonte e della Valle d’Aosta e della Commissione episcopale CEI per la cooperazione missionaria tra le Chiese. Un’occasione forte di comunione e invio, che suggellerà il cammino del Festival. 

In parallelo, ogni giorno, con la rassegna stampa di “Missio Today” si guarderà il mondo da un’altra angolatura, si terranno incontri culturali, proiezioni e presentazioni alla Facoltà Teologica, e sono previste visite mattutine a realtà significative della città come Sermig, Cottolengo, Opera pia Barolo e Valdocco

Casa Missione: una porta sempre aperta

Anche i più piccoli saranno protagonisti del Festival. Non un'area marginale, ma un’attenzione concreta e pensata con cura: un vero e proprio “Festival dei piccoli”, capace di parlare dai 0 ai 18 anni con linguaggi, spazi e tempi adeguati. Durante le mattinate di sabato e domenica, dalle 9.30 alle 13.30 circa, San Filippo Neri e gli spazi di Casa Missione ospiteranno un ricco programma dedicato ai bambini e ai ragazzi. Ci saranno spettacoli di magia, l’albero delle storie animate, laboratori artistici, musicali e spazi di ascolto e creatività. Per i ragazzi delle superiori, si progettano attività itineranti tra i luoghi di pace di Torino con visite guidate. Casa Missione sarà luogo di accoglienza, aperto a tutti. A chi viene da lontano e ha bisogno di un luogo in cui lasciare il bagaglio, a chi cerca una pausa caffè, ai genitori a cui serve uno spazio per accudire il proprio piccolo. Un luogo dove incontrare missionari e conoscere nuove storie.

Tutto questo – e molto altro – sarà raccolto nel programma ufficiale, in uscita a settembre. Ma intanto, possiamo già dirlo: Torino si sta preparando ad ascoltare il mondo. E a lasciarsi cambiare da quello che ascolta. Vi aspettiamo!

La redazione