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HOW TO... Formazione Giovani 2023

22 Marzo 2023
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Sabato 18 e domenica 19 marzo oltre sessanta giovani da tutta Italia si sono riuniti a Roma per l’appuntamento annuale di formazione missionaria, intitolato “How to…”.

L’evento - pensato da Missio Giovani per fornire le competenze di base a coloro che desiderano operare sul proprio territorio, ma anche per aggiornare i veterani della missione con nuovi strumenti e iniziative - ha offerto soprattutto un’occasione preziosa di incontro e di condivisione.

Ma che cosa ha significato per i giovani presenti un weekend come questo? Noi della redazione del Festival della Missione lo abbiamo chiesto direttamente ai partecipanti.

Una prima certezza: le risposte erano sempre accompagnate da un sorriso entusiasta.

Secondo Ilaria infatti, proveniente da Treviso, è stato «un momento di confronto l’uno con l’altro, che ha portato nuove conoscenze e ricchezza per se stessi e da donare agli altri». «Giornate di questo tipo», ha continuato la sua compaesana Mariagrazia, referente del progetto “Agorà della mondialità” - servizio di formazione e animazione, coordinato dal CUM di Verona - «regalano una carica straordinaria e permettono l’incontro con persone che vivono “nelle tue stesse vibrazioni”. È un regalo meraviglioso».

Insieme a loro, abbiamo sentito tante altre voci animare il weekend, a partire da quella di Don Mario Diana, assistente nazionale del Movimento studenti dell’Azione Cattolica di Bari-Bitonto. Commentando il brano del Vangelo di Luca sulla visitazione di Maria, il sacerdote ha ribadito ai giovani in ascolto quanto sia prezioso e da custodire il bisogno di «alzarsi e mettersi in cammino», lo stesso che aveva acceso la futura madre di Gesù. «Io sono sicuro - ha affermato - che il motivo per cui ciascuno di voi sceglie di alzarsi la mattina è quello di avere un grande sogno. E i nostri sogni devono essere sintonizzati con i bisogni dei fratelli».
Ed essere «pellegrini di prossimità» è possibile, come ha dimostrato, poco dopo, la testimonianza di Marco Fazari, il giovane della diocesi di Roma che, con emozione, ha raccontato le sue esperienze di missione. La voce commossa di Marco nel condividere ciò che ha vissuto ha trasmesso senza filtri la gioia autentica di incontrare l’altro, vicino o lontano. «Se è vero che siamo servi inutili, dobbiamo comunque comportarci come se tutto dipendesse da noi» è stato l’invito finale del giovane missionario, accolto con entusiasmo da tutti i presenti.

Tra una pausa caffè e l’altra, le nostre videocamere hanno continuato ad immortalare risate, abbracci, chiacchierate sotto gli alberi. Un buon modo per ricaricarsi e ascoltare gli interventi successivi: da quello di Giovanni Rocca, segretario nazionale Missio Giovani, a quello del Direttore generale della Fondazione Missio, Don Giuseppe Pizzoli, e del Vice-direttore, Tommaso Galizia. Le voci dei missionari si sono alternate a quelle di altri giovani impegnati a promuovere la missione attraverso i canali social, come Sara Franchetti, o con nuove campagne e iniziative, come quelle esposte da Benedetta Tomarchio.

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I laboratori hanno poi concluso la serata del sabato tra i sorrisi e le riflessioni dei partecipanti che, divisi per gruppi, avevano il compito di raccontare i 5 continenti. Momenti come quelli hanno confermato le parole di Eleonora Borgia, segretaria di Missio Giovani: «la ricchezza più grande sono lo stare insieme e l’ascolto delle testimonianze missionarie che fanno venire voglia ai giovani di partire per la missione». L’obiettivo di weekend come questi, ha continuato la Borgia davanti ai nostri microfoni, è riuscire a: «Portare il Vangelo la dove i giovani vivono ogni giorno: a casa, a scuola, al lavoro… in tutte le circostanze della vita quotidiana». E infatti è stato così per quei giorni romani, durante i quali anche i pranzi insieme o i balletti a ritmo di musica africana diventavano preziose occasioni di scambio. Quei momenti hanno arricchito gli interventi dei vari ospiti, come quelli, a chiusura del weekend, di Anita Cervi - counselor e formatrice CUM per la formazione missionaria - e di Don Marco Testa - direttore della CUM.

Prima di salutarci però, la Messa della domenica ha offerto un’ultima opportunità di condivisione, tramite l’accensione di tante candele colorate, ognuna nella mano di ciascun partecipante. E così, con il palmo illuminato da quella luce, tutti ci siamo sentiti parte di uno stesso Desiderio, quello di costruire insieme un mondo migliore.

Grazie Missio Giovani!

Federica Pirola