L’amore di Dio per il mondo al centro della spiritualità missionaria
È la partecipazione all’amore di Dio per il mondo il cuore della spiritualità missionaria. Una spiritualità che si apre a nuovi orizzonti, consapevole che l’amore di Dio, che si dona a chi lo cerca, lo precede.
Esiste una modalità propriamente missionaria di pregare? Nella preghiera missionaria la prospettiva è il mondo intero, e in esso trovano spazio le sofferenze, le gioie e le speranze degli uomini e delle donne di oggi, il grido dei poveri e degli ultimi. Una preghiera che dilata gli spazi del cuore secondo l’azione dello Spirito, per tradursi concretamente nella forte tenerezza di chi sa mettersi a servizio per il bene comune.
Così i missionari, sparsi in tutto il mondo, pregano, chiedendo che l’amore di Dio sia sperimentato da tutti gli uomini e le donne del mondo.
«Come missionari o credenti di qualunque religione crediamo che la preghiera deve essere la prima attività da cui poi si attingono tutte le altre grazie» - ci raccontano suor Mary Susila Antonypillai (Missionarie dell’Immacolata - Pime) e padre Rocco Marra (Missionario della Consolata) che nel percorso del PreFestival sono stati impegnati in particolare sul tema “preghiera”, coinvolgendo numerosi monasteri che in tutta Italia hanno organizzato, nei diversi mesi, veglie, incontri e momenti di preghiera a tema “Vivere per dono”… «Tutti ci hanno fatto sapere di essere in comunione nella preghiera. Bella l’accoglienza gioiosa, bello sapere che le relazioni si son moltiplicate cammin facendo: proprio come la bella Notizia che si espande raggiungendo molte persone, sicuri che un giorno abbraccerà tutti. La preghiera come apertura del cuore a Dio è un cammino di vita, una relazione con Lui, fonte della vera Missione. Gesù ci aiuta in questo. La preghiera personale e comunitaria ci rafforza nella fede per le sfide che viviamo, presenti e future. Nella preghiera presentiamo al Signore noi stessi come servi suoi, chiedendo l’aiuto a smaltire il nostro ego con l’aiuto della sua Parola rigeneratrice. Allo stesso tempo presentiamo a Lui tante situazioni umane, vicine e lontane; quelle che conosciamo attraverso le nostre riviste missionarie e la testimonianza orale di tanti evangelizzatori che conosciamo. Comunque, Dio conosce tutte le situazioni e tutte le persone di questa terra: nel suo nome presentiamo tutta l’umanità, soprattutto attraverso la celebrazione eucaristica, che è la più alta preghiera che abbiamo. A volte la preghiera sembra infruttuosa, a causa dei periodi di aridità, o perché l’ego prevale: per questo manteniamo la speranza che tutto è opera sua e preghiamo che il suo regno venga. Un “grazie” a Dio è la preghiera semplice di abbandono a Lui, nel desiderio di entrare nella sua intimità come suoi figli: questo lo chiediamo continuamente, sicuri che un giorno sarà realtà».
Al Festival della Missione tutti noi potremo accostarci a questo modo, particolarmente intenso e gioioso, di pregare e “abbracciare il mondo” con la preghiera.
La Basilica di Sant’Eustorgio (dove potremo anche ammirare due arazzi in stoffa realizzati dai laboratori della Comunità Papa Giovanni XXIII, “Tutti Uno” a rappresentare la Trinità Padre-Figlio-Spirito Santo e Dio-Cosmo-Uomo, perché tutto è connesso e interdipendente e “Esodo”, a indicare il nostro cammino verso la salvezza, la nostra unicità e il nostro sentirci e saperci amati)
è il luogo pensato per chi desidera raccogliersi, nel silenzio e nella pace, e vivere alcuni momenti di spiritualità: la S. Messa con le Lodi, i Vespri, il rosario, l'Adorazione eucaristica, ma anche sacerdoti e missionari disponibili per le confessioni e testimonianze (l’elenco di tutti gli orari delle celebrazioni e dei momenti di preghiera è nel programma del Festival).
«Sono tutti benvenuti alla Basilica di Sant’Eustorgio - continuano suor Mary Susila e padre Rocco - Ci saranno, dal 29 settembre al 2 ottobre, sacerdoti e animatori disponibili ad ascoltare le tante situazioni personali; la liturgia, i canti e la preghiera aiuteranno ad aprire i cuori e ad apprezzare la bellezza di Dio che si manifesta nel creato e nella diversità delle persone. La preghiera ecumenica, il sacramento della riconciliazione e l’Adorazione eucaristica ci aiuteranno ad entrare in comunione con Gesù e l’umanità redenta da Lui. Sentiamoci a casa, siamo sua famiglia. Siamo certi che la presenza dei missionari potrà essere da stimolo per le persone che visiteranno questa Basilica a non guardare solo il loro piccolo mondo ma, con la propria preghiera, ad accogliere ogni situazione, arrvando fino ai confini della terra».
Preghiera è anche dialogo interreligioso ed ecumenismo. Un termine a indicare un movimento, quello che mira all'unità dei cristiani. Ed è per questo che, il 29 settembre, alle ore 17.00, saremo "Per un'altra strada", a Sant’Eustorgio, per pregare con i responsabili delle altre fedi presenti a Milano, il Servizio per l'Ecumenismo e il Dialogo e il Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano, riscoprendo storia, tradizione e Scritture Sacre, ripercorrendo luoghi e personaggi simbolici per il dialogo interreligioso. E da lì, insieme, proprio come i passi cui siamo chiamati nella vita, ci incammineremo verso le Colonne di San Lorenzo, polo dell’evento del Festival della Missione.
Ma “vivere il dialogo” è anche quello ordinario, quello dei "Dialoghi di vita": vita vissuta, nelle scelte concrete. Un dialogo che arricchisce anche la propria fede, quando si condivide tempo, idee ed esperienze con un amico di un’altra fede.
Un dialogo confrontato con la vita di tutti i giorni, nel rispetto reciproco: il dialogo che ti fa vedere l’altro per quello che è, con la sua storia, cultura e tradizioni, anche diverse dalle mie. Ma allo stesso modo capace di aiutarti a comprendere chel’altro è “uno come me”: con delle necessità, dei desideri, e con la mia stessa dignità. Ed è così, oltre le paure, nella condivisione di valori comuni, che si cresce insieme.
Così la musica, con la sua armonia, pur tra cori di culture diverse, ci farà respirare questo dialogo: potremo comprenderlo bene con “Musica per Dio” di sabato 1 ottobre, alle ore 14.00, alle Colonne di San Lorenzo.
Anche la S. Messa in Duomo, alle ore 15.00 del 2 ottobre, sarà animata, con cori di diversi giovani della diocesi di Milano, nello stile coinvolgente e missionario, per darci nuova forza ed entusiasmo, per annunciare Dio, sulle strade del mondo.







