Murales por la Paz, la tappa italiana di Cristian Camargo
«Personalmente, mi sono sentito in famiglia: è stato speciale», racconta Cristian Daniel Camargo, giovane artista argentino e ideatore del progetto Murales por la Paz, sostenuto dal Festival della Missione. Da anni Camargo gira il mondo portando colore e speranza dove c’è dolore, convinto che l’arte possa essere uno strumento potente per promuovere pace e fraternità.
L’idea alla base del progetto è semplice ma profonda: realizzare murales in modo partecipativo, coinvolgendo le comunità locali, come «pretesto per l’incontro e il dialogo».
Nelle scorse settimane, Camargo – o Cris, come lo chiamano tutti – è stato in Italia, dove ha portato il suo tocco di colore all’oratorio della Parrocchia Maria Speranza Nostra di Torino e a quello di Moniga del Garda, in provincia di Brescia.
Un quartiere multiculturale a Torino
Raccontando la sua esperienza nel quartiere Barriera di Milano, a Torino, Camargo lascia trasparire tutta la sua emozione: «L’oratorio accoglie persone provenienti da ogni parte del mondo. Il quartiere è abitato principalmente da persone di classe medio-bassa o bassa, molte delle quali immigrate», spiega.
«Durante i giorni trascorsi lì, abbiamo condiviso esperienze con persone di ogni provenienza, accomunate dalla sfida di vivere in un paese diverso da quello in cui sono nate. È stato speciale, perché in quella parrocchia si percepisce un autentico senso di comunità, come se tutti fossero parte di una sola famiglia».
La Domenica della Comunità Intergenerazionale
L’esperienza si è conclusa il 24 novembre con la celebrazione della “Domenica della Comunità Intergenerazionale”. «È stato come una domenica in famiglia», ricorda Camargo. «Le persone erano riunite a tavola, attente le une alle altre, condividendo storie e bisogni. Sebbene provenissero da diverse parti del mondo, in quel momento erano parte di un’unica comunità. È stata un’esperienza bellissima, piena di speranza».
A Torino, Camargo ha dipinto due murales ispirati alla frase di San Giuseppe Allamano, fondatore dei Missionari e delle Missionarie della Consolata: «Dobbiamo essere sempre allegri».
Uno dei murales, progettato insieme alla comunità, rappresenta una mano, simbolo del carisma del fondatore, che accoglie tutti senza distinzione. Nel mural compaiono figure di migranti di varie origini, pronte a dare il benvenuto, e il messaggio centrale è chiaro: accogliere chi arriva come parte di una famiglia. Il mural è stato realizzato sulla porta dell’oratorio, con la partecipazione attiva dei fedeli, e soprattutto dei bambini, che ogni sabato si riuniscono per giocare, imparare e pregare con gli animatori. «È stata un’esperienza meravigliosa, piena di collaborazione e gioia», racconta l’artista.
Moniga del Garda: il patrono San Martino
Successivamente, Camargo ha visitato l’oratorio di San Martino Vescovo a Moniga del Garda, dove ha incontrato il parroco Don Giovanni. Qui ha realizzato un murale dedicato a San Martino, patrono della città, frutto di una progettazione condivisa. «Cris ha veramente un cuore d’oro. È un ragazzo molto semplice, ma nel senso più profondo, quasi francescano nel suo modo di essere», racconta Don Giovanni, che spera di poterlo accogliere nuovamente nella sua parrocchia il prossimo anno.
Il viaggio continua
Dopo l’esperienza italiana, Camargo è partito per il Kenya, dove resterà fino a febbraio. Qui proseguirà il suo progetto, portando avanti il suo messaggio di pace e speranza. Il suo “diario di viaggio” continuerà ad accompagnarci, raccontando le storie e i colori che incontrerà lungo il cammino.





