Musica e parole al concerto di pace
Un inno alla pace, attraverso la musica: sarà questa la significativa conclusione del Festival della Missione, in piazza Vetra, domenica 2 ottobre, dalle ore 17. Il dialogo come via per costruire e praticare la pace. Oltre il simbolo, questo momento da vivere insieme, come una preghiera, sensibilizzerà sul tema della pace globale, in un mondo ferito dalle guerre, da quelle dimenticate in tante parti del pianeta al conflitto Russia-Ucraina che da oltre sei mesi provoca distruzione e morte.
In questo finale di musica e spettacolo, alla presenza della madrina Claudia Conte, saliranno sul palco l’artista russo Alexey Kurbatov, compositore e pianista che si distingue per l'originalità e l'unicità del suo linguaggio musicale ispirato alle migliori tradizioni della musica sinfonica e da camera, e Anna Tchaikovskaya, cantante ucraina che sperimenta, con il suo particolare timbro di voce, diversi generi musicali, riferendosi in particolare alla musica folk, al canto spirituale e alla sound art. Si esibiranno con canzoni popolari ucraine arrangiate dal compositore russo Alexander Manotskov.
Al Missio Contest protagonisti saranno anche i giovani vincitori del contest musicale del Festival della Missione, (Elisabetta Bernocco con “Impronte”, Giancarlo Sesana con “Tutti fratelli”, Luca Scotti con “La felicità che cerco”, Matilde Rastelli con “Mentre io sono qui”, Sara Piacenti con “Vivere per dono” - le loro canzoni sono raccolte nell’EP disponibile su tutte le piattaforme digitali) con le loro interpretazioni, sul tema “Vivere per dono”. Storie capaci di comunicare lo spirito della missione oggi: da situazioni di disagio e periferia, un messaggio di speranza e di lotta contro le ingiustizie. Parteciperà anche un altro giovane del FdM Song Contest, Emanuele Lombardo, con la sua canzone “Sulle spalle del gigante”, selezionata ma già edita.
La danza accompagnerà la musica, attraverso l’esibizione di alcune allieve del Ballet Studio Bergamo, in un intermezzo con la coreografia di Rosa Noris.
Non sarà solo la musica ad animare questa festa finale. Messaggi di pace saranno anche le parole e le testimonianze: della giovane profuga Fatima Haidari, in rappresentanza di tutte le donne senza diritti afghane, che racconterà il coraggio delle donne contro il regime talebano, e di Ana Varela Tafur, poetessa peruviana e attivista per l’Amazzonia, interprete attraverso i suoi versi di questa terra “così amata e sofferente”, ricomponendone la frattura e colmando il vuoto, in un ponte di parole di denuncia e di riscatto.
Saranno con noi anche Marta Aspesi, Silvia Motta, Letizia Scaccabarozzi, operatrici e volontarie, a Kay Chal, ad Haiti, nella missione di suor Luisa Dell'Orto, la Piccola Sorella del Vangelo di Charles de Foucauld originaria di Lomagna e diventata “l’angelo dei bambini di strada”, uccisa nella capitale Port au Prince dove operava, il 25 giugno scorso.
Tre giovani che ci hanno anticipato la loro esperienza, che sarà approfondita durante l’evento del 2 ottobre: «In momenti diversi abbiamo avuto l'opportunità di poter collaborare, chi come volontaria chi come servizio civilista, presso il centro "Kay Chal" e di vivere la nostra quotidianità ad Haiti con suor Luisa. Il centro, nato dopo il terremoto del 2010, grazie alle Piccole Sorelle del Vangelo è l'esempio di cosa vuole dire prendersi cura dell'altro, accoglierlo ed aiutarlo a sbocciare.
Qui infatti si offre ai bambini delle baraccopoli e anche ai bambini schiavi l'opportunità di ricevere un'istruzione minima ai fini del reinserimento scolastico, di avere un luogo sicuro dove ritrovarsi, di poter essere bambini e coltivare i propri sogni, nonostante la durezza della vita ad Haiti.
Ognuna di noi ha ricordi diversi con Luisa ma ciò che li accomuna sono di certo la sua attenzione all'altro, la sua estrema disponibilità, la sua delicatezza e allo stesso tempo la sua forza nel lottare per una Haiti migliore. Avendo avuto il dono di vivere con lei abbiamo potuto vedere come incarnasse con la sua vita tutti i valori in cui credeva e per cui ha dato la sua vita».







